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Published by admin on Dicembre 19, 2023
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Lʼintelligenza artificiale sta trasformando la cyber security

La novità? I “buoni” stanno cominciando a recuperare terreno sui “cattivi” e arrivano sul mercato le prime soluzioni evolute di intelligenza artificiale per la cyber security

Lʼintelligenza artificiale sta trasformando la cyber security alla radice. Un poʼ se ne ha avuto il sospetto già con lʼarrivo di ChatGpt, in particolare con le prime notizie di utilizzi dellʼIA generativa da parte di criminali, già nei mesi scorsi. La novità che si assapora in queste ultime settimane è però unʼaltra, ed è positiva: i “buoni” stanno cominciando a recuperare terreno sui “cattivi” e arrivano sul mercato le prime soluzioni evolute di intelligenza artificiale per la cyber security. Se nʼè appreso, tra lʼaltro, il 24 ottobre allʼevento Sole24Ore Cybersecurity 2023; ma le evidenze che arrivano sono numerose. Secondo un rapporto di MarketsandMarkets, le dimensioni del mercato globale dellʼIa nella cybersecurity dovrebbero crescere da 8,8 miliardi di dollari nel 2020 a 38,2 miliardi di dollari entro il 2026. Il rapporto evidenzia anche che avremo sempre più bisogno di Ia nella cybersecurity a causa del numero crescente di minacce informatiche e della carenza di professionisti della cybersecurity qualificati. In un certo senso, lʼuso della IA nella cyber è necessario, ormai, sia per risolvere antichi problemi sia perché lʼIA è sempre più usata dai criminali. Attenzione: da ben prima della pandemia, aziende di cybersicurezza grandi e piccole presentano soluzioni di Ia durante le fiere di settore, come il raduno annuale Black Hat di Las Vegas, in Nevada. Le aziende promettevano che la loro ultima soluzione avrebbe fermato gli hacker malintenzionati prima che potessero fare danni. Allʼepoca però in gran parte si trattava di puro marketing. Qualcosa sta cambiando proprio grazie alle ultime evoluzioni tecnologiche. Al Black Hat di questʼanno, i funzionari della Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa) del Governo americano hanno annunciato il lancio dellʼAI Cyber Challenge, un concorso biennale finalizzato alla creazione di sistemi di cybersicurezza allʼavanguardia alimentati dallʼintelligenza artificiale e progettati per proteggere le infrastrutture critiche della nazione. Vi partecipano tutti le big del settore, come OpenAI, creatori di ChatGpt.

Le attuali minacce cyber con lʼIA

Al tempo stesso, in quella Black Hat, i ricercatori della startup di cybersicurezza HiddenLayer hanno dimostrato ai media e ai potenziali clienti come lʼintelligenza artificiale possa essere utilizzata per violare i sistemi bancari online. In un caso lʼIa è servita a convincere la banca ad approvare una richiesta di prestito fraudolenta. Ogni volta che la domanda veniva respinta, lʼintelligenza artificiale imparava dal tentativo e modificava la richiesta finché non se la faceva accettare. A proposito di inganni: ci sono già numerosi esempi di utilizzo dellʼIA generativa per scrivere messaggi di phishing efficaci; sembra inevitabile che si diffonda poi lʼutilizzo di deepfake (audio e video) fatti con lʼIA per rubare lʼidentità di qualcuno, a scopo di truffa. Ad esempio per ottenere un bonifico a proprio favore da unʼazienda. In un altro caso presentato allʼultimo Black Hat, è stata lʼIA stessa a rappresentare una vulnerabilità nei sistemi. Il chatbot della banca, alimentato con ChatGpt, è stato ingannato dai criminali arrivando così a fornire informazioni finanziarie riservate. «LʼIA permette di fare attacchi informatici in contemporanea, in automatico, veloci», spiega Rosita Galiandro, responsabile Osservatorio Cybersecurity Exprivia. Un altro noto utilizzo criminale, riportato da numerose società di sicurezza, è farsi aiutare dallʼIA per scrivere codice di un malware.

Le soluzioni AI per la cyber

Ma per fortuna arrivano anche le buone notizie. LʼIA sta aprendo una nuova era per la protezione cyber. Teniamo presente che gli approcci tradizionali alla sicurezza informatica si basano in larga misura su sistemi di rilevamento basati su firme, efficaci solo contro le minacce note. Le minacce nuove e sconosciute possono così passare inosservate. Le soluzioni basate sullʼintelligenza artificiale, invece, utilizzano algoritmi di apprendimento automatico in grado di rilevare e rispondere in tempo reale sia alle minacce note sia a quelle sconosciute. I vantaggi: più velocità e più capacità di rilevamento. «LʼIA riduce di ben 112 giorni i tempi medi di rilevamento di una minaccia in unʼazienda», dice Stefano Rebattoni, vice presidente di Assolombarda con delega a Transizione Digitale e Innovazione Tecnologica.Si moltiplicano quindi le soluzioni cyber con lʼIa, come rileva anche Gianluca Galasso, ammiraglio, direttore del Servizio Operazioni Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Galasso cita due prodotti di VirusTotal usciti da pochi mesi. Crowdsourced AI, che si concentra sui file PowerShell, descrivendone il comportamento e fornendo previsioni sul loro potenziale livello di minaccia.CodeInsight consente agli esperti di sicurezza e agli analisti di avere una visione più approfondita dello scopo e del funzionamento del codice analizzato; così migliora la capacità di rilevare e mitigare le minacce. In autunno, inoltre, come pure nota Galasso, arriverà Security Copilot di Microsoft, assistente chatbot rivolto agli esperti di sicurezza.La sfida del futuro si giocherà appunto sulle persone. Ossia sul far funzionare la collaborazione uomo-macchina: tra Ia ed esperti. Secondo alcuni di loro, il più grande aiuto dellʼIa sarà alleviare il carico di lavoro. Non ci sono abbastanza professionisti qualificati per coprire tutti i posti di lavoro aperti nel campo della cybersicurezza. Se lʼIa sarà in grado di individuare le potenziali minacce, libererà tempo degli analisti per valutarle e intervenire. I sistemi di intelligenza artificiale potrebbero rivelarsi inoltre uno strumento importante per la formazione di un maggior numero di professionisti della cybersicurezza, aiutandoli a imparare a fare cose come il reverse engineering e a smontare il codice. Insomma: se lʼIa si dimostrerà unʼarma al servizio dei buoni, più che per i cattivi, non sarà solo grazie a nuovi utili prodotti cyber; ma soprattutto se aiuterà gli esperti a lavorare meglio.

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